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Micro-organisms

Micro-organismi


Il d.lgs. 81/2008 (art.267) definisce gli agenti biologici come "qualsiasi microrganismo anche se geneticamente modificato, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o intossicazioni".

 

Sai cosa si intende per microrganismi?


I microrganismi sono “entità microbiologiche, cellulari o meno, in grado di riprodursi o di trasferire materiale genetico”; i microrganismi rientrano tra gli agenti biologici. Si tratta di organismi con dimensioni inferiori al millimetro, sia eucarioti (protozoi, funghi) sia procarioti (batteri, virus).

Per maggiori informazioni sugli agenti biologici leggi tutti gli articoli dedicati sul nostro blog: Agenti biologici, Classificazione degli Agenti biologici, Agenti biologici e trasmissibilità.

 

 

I microrganismi patogeni, in particolare, sono quelli indagati dalla microbiologia medica in quanto responsabili di infezioni e malattie a carico del corpo umano.

"Tuttavia, volendo considerare le fonti di pericolo biologico in senso più ampio, nella valutazione del rischio andrebbero considerati anche prodotti di origine vegetale o animale, ectoparassiti pluricellulari (per esempio zecche, zanzare, ecc.) e allergeni di origine animale e vegetale (acari della polvere, derivati epidermici animali, polveri di cereali, ecc.). Tale definizione include pertanto anche i parassiti." (Microrganismi - INAIL, 30/11/2012)

 

Quali sono le differenze principali tra queste entità microbiologiche?


Batteri e virus si differenziano in primo luogo per dimensione: 0.001 millimetri contro 0.000000001 millimetri dei virus.

Inoltre, se i batteri sono considerati organismi viventi e si autoriproducono, lo stesso non vale per i virus, i quali per propagarsi necessitano di un ospite e non sono considerati degli organismi viventi.

Diversi sono i metodi di contrasto:

  • una infezione batterica viene trattata con antibiotici ma non esistono vaccini utili.
  • una infezione virale viene trattata con antivirali ed è contrastabile tramite vaccinazioni.

 

 

Malattie causate da virus: raffreddore, influenza, vaiolo, morbillo, varicella, epatite, papilloma, herpes, poliomielite, rabbia, ebola, SARS, AIDS.

Malattie causate da batteri: colera, la difterite, la peste, la dissenteria, la tubercolosi e anche il tifo.

Quando degli agenti patogeni entrano nel nostro organismo provocano una risposta aspecifica (che è uguale per ogni patogeno) con produzione di sostanze che richiamano cellule immunitarie che inglobano e uccidono i patogeni. Per prevenire il contagio da microrganismi patogeni è fondamentale adottare misure personali e di sanificazione periodica degli ambienti, oltre a indossare correttamente i DPI (dispositivi di Protezione Individuale).

 

Quali sono gli obblighi previsti per il datore di lavoro?


Tutte le realtà professionali intese per esercitare operazioni che comportano l’uso di agenti biologici – non modificati – dei gruppi 2 o 3 (in grado di provocare malattie) sono incaricate di fornire comunicazioni all’organo di vigilanza territoriale competente, tra cui la documentazione di valutazione del rischio:

a. Le fasi del procedimento lavorativo che comportano il rischio di esposizione ad agenti biologici;
b. Il numero dei lavoratori addetti alle fasi di cui alla lettera a.
c. Le generalità del responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
d. I metodi e le procedure lavorative adottate, nonché le misure preventve e protettive applicate;
e. Il programma di emergenza per la protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione ad un agente biologico del gruppo 3 o del gruppo 4, nel caso di un difetto nel contenimento fisico.

 

Vengono anche elencate 7 attività che possono comportare la presenza di agenti biologici sul posto di lavoro, che possono cioè implicare il rischio di esposizione pur non operando direttamente con essi – o “uso deliberato”):

  1. Attività in industrie alimentari;
  2. Nell’agricoltura;
  3. Nelle quali vi è contatto con gli animali e/o con prodotti di origine animale;
  4. Nei servizi sanitari, comprese le unità di isolamento e post mortem;
  5. Nei laboratori clinici, veterinari e diagnostici, esclusi i laboratori di diagnosi microbiologica;
  6. In impianti di smaltimento rifiuti e di raccolta di rifiuti speciali potenzialmente infetti;
  7. Negli impianti per la depurazione delle acque di scarico.

 

La contaminazione microbiologica di ospedali e ambienti sanitari


Secondo un documento pubblicato da INAIL “le superfici hanno un ruolo preminente nella diffusione dei microrganismi in ambito nasocomiale”, ovvero in ambienti ospedalieri.

Riguardo alla contaminazione microbiologica negli ambienti lavorativi una pubblicazione indica che il 20/40% delle infezioni ospedaliere è attribuibile a infezioni trasmesse attraverso mani e/o guanti del personale sanitario.

Oltre all’aria che respiriamo, infatti, anche le superfici possono rappresentare dei veicoli di contaminazione microbiologica. In particolare, negli ambienti sanitari, risulta preminente il ruolo delle superfici nella diffusione dei microrganismi: esistono alcune proprietà specifiche degli agenti che ne facilitano la sopravvivenza nell’ambiente esterno al corpo umano.

 

 

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