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Ossigeno, azoto e anidride carbonica sono alcuni esempi: la loro grande energia cinetica produce movimenti casuali dando il vantaggio a questa sostanza di muoversi da un luogo all’altro senza impedimenti.
Acetone, tolulo ed esano sono alcuni esempi. Un altro esempio si configura quando si fa bollire l’acqua: in questo caso si chiama vapore acqueo.


Con l’inertizzazione viene limitata l’azione dell’ossigeno all’interno dell’impianto in modo da impedire la formazione di atmosfere esplosive. Gli impianti di inertizzazione vengono utilizzati qualora si renda necessario evitare:
Se vengono lavorati dei materiali, le cui esalazioni combinate con l’ossigeno presente nell’aria danno luogo alla formazione di una miscela facilmente infiammabile, occorre impedire ogni possibile rischio di esplosione. Nella pratica, l’aria viene sostituita con il gas inerte.
Azoto, argon ed elio sono alcuni esempi e presentano alcuni rischi peculiari:
Ai gas viene generalmente aggiunta una sostanza che veicola un odore pungente e riconoscibile, aumentando così il livello di sicurezza per i soggetti esposti.

Tuttavia, in presenza di gas inerti e carenza di ossigeno (minore al 18%), l'aria inalata smette di essere respirabile fino a causare l'asfissia e la morte dei soggetti esposti ad essa.

Cloro, fosgene, anidride solforosa, acido cloridrico, solfuro di idrogeno, diossido di azoto, ozono e ammoniaca sono tra i più importanti gas irritanti. Il solfuro di idrogeno è anche una potente tossina cellulare, che blocca il sistema del citocromo e inibisce la respirazione cellulare.
Un'esposizione comune implica la miscelazione domestica di ammoniaca con detergenti contenenti candeggina; si libera la cloramina (NH2Cl), un gas altamente tossico che quando entra a contatto con le mucose si decompone e genera acido cloridrico, tossico e corrosivo, e radicali liberi, cancerogeni.
L’esposizione acuta a gas tossici caratterizza generalmente incidenti di origine industriale, che si verificano in conseguenza di un rilascio di quantità ingenti della sostanza per un breve periodo di tempo.
Negli ambienti di questo settore è possibile che si verifichi l rilascio di gas come anidride carbonica, azoto, argon e relativo rischio di asfissia. L’asfissia sembra essere la prima causa di morte per questo genere di infortuni in spazi confinati.
Si può determinare consumo di ossigeno durante lo svolgimento di attività all’interno di ambienti confinati in assenza di adeguato rinnovo dell’aria interna.
Ad oggi i gas tossici riconosciuti come tali, ai sensi del R.D. n. 147/1927 sono i seguenti:
Per selezionare la giusta protezione è necessario conoscere la natura chimica dell'inquinante assicurandosi che il livello di ossigeno sia superiore al 17%.
Per maggiori informazioni sul fattore di protezione nominale (FPN) e sulla selezione di un adeguato DPI, leggi l'ultimo paragrafo del nostro articolo sui Selezione del DPI più adeguato.
La Norma Europea EN 14387:2004+A1:2008 definisce la protezione contro gas e vapori, secondo la seguente tabella:


I prodotti che BLS ti propone per proteggere la tua salute da gas e vapori tossici sono semimaschere e maschere intere con una vasta gamma di modelli che variano per tipo di connessione, materiali e modalità di utilizzo.
I prodotti mono-filtro sono associati alla serie di filtri BLS 400 a connessione universale. I prodotti bi-filtro sono invece associati alla serie di filtri BLS 200 a connessione b-lock, la connessione a baionetta made in BLS.


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